Di seguito riportiamo alcune domande che ci vengono fatte frequentemente. Se la tua domanda non trova risposta

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DOMANDE GENERICHE - MISSIONE

Sì: è una malattia che esiste da millenni e che ancora oggi ha effetti molto importanti per chi ne è affetto. Ogni anno vengono diagnosticati più di 200.000 nuovi casi e nel mondo oltre 3 milioni di persone vivono con disabilità permanenti a motivo della lebbra.
Sì! La cura è data da quella che viene definita "multichemioterapia", che consiste nell'assumere quotidianamente 3 medicinali per 12 mesi. La multichemioterapia è messa a disposizione di tutti gratuitamente e prima si inizia ad assumere, minori sono le chance di soffrire disabilità permanenti legate alla malattia. Mentre la chirurgia ricostruttiva può risultare utile nei casi delle cosiddette "mani ad artiglio" o per restituire il meccanismo del battito delle ciglia, purtroppo non riesce a restituire la sensibilità dove la lebbra ha compromesso i nervi.
Circa il 7,5% dei nuovi casi registrati vede coinvolti i bambini (OMS - Situazione Globale sulla Lebbra). Molti Paesi in via di sviluppo considera "bambini" coloro che sono al di sotto dei 15 anni di età. A motivo del lunghissimo periodo di incubazione della malattia, ai bambini piccoli è difficile diagnosticare la malattia, anche se qualche caso è stato registrato.
C'è un grande stigma attorno alla lebbra. Ancora oggi, infatti, si ritiene che sia una maledizione o una punizione. La realtà, invece, è che si tratta di una malattia solo mediamente infettante. Non è ereditaria e non si può contrarre semplicemente venendo in contatto con qualcuno affetto dalla malattia. Gli scienziati ritengono che si contragga attraverso particelle presenti nell'aria lasciate da un malato che non ha ancora iniziato il trattamento. Ci vogliono, però, anni di stretta vicinanza ad un malato non curato per contrarre la malattia. Si ritiene, comunque, che circa il 95% percento della popolazione, sia, però, naturalmente immune alla malattia.
I Paesi con il maggior numero di nuovi casi diagnosticati sono l'India, il Brasile e l'Indonesia, seguite da alcuni Stati Africani. Oltre la metà dei nuovi casi diagnosticati sono in India che è tutt'oggi la terra che ospita un terzo dei poveri del mondo. Nel 2016 12 Paesi hanno riportato ognuno oltre 1.000 nuovi casi di lebbra. Questi erano: Bangladesh, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Madagascar, Mozambico, Birmania, Nepal, Nigeria e Tanzania.
No. La lebbra attacca i nervi delle zone periferiche del corpo, in particolar modo quelle relative alle mani, ai piedi e al viso. Il risultato è la perdita di sensibilità in queste aree il che significa che una persona ha un rischio maggiore di ferirsi data l'assenza di percezione del dolore. Questo vuol dire, per esempio, che un'ustione durante la cottura dei cibi potrebbe non essere avvertita e infettarsi al punto tale da portare le ossa ad una riduzione. I piedi delle persone affette dalla lebbra sono proni ad ulcere e se non vengono curate tempestivamente possono richiedere una amputazione.
I batteri della lebbra sono quelli che crescono più lentamente, raddoppiando solo ogni 12-14 giorni. Potrebbero trascorrere anni prima che un malato avverta i sintomi che lo inducano a ricercare aiuto medico.
La tipica conformazione delle mani ad artiglio è una comune disabilità causata dalla lebbra. Quest'ultima innizia a danneggiare le piccole terminazioni nervose sulla superficie della pelle, ma se non viene curata immediatamente inizia a raggiungere anche i nervi dei gomiti, dei polsi, delle ginocchia e delle caviglie. Il danni che ne risultano possono portare alla perdita della sensibilità nelle mani e nei piedi ed infine alla paresi muscolare che è la causa delle "mani ad artiglio". Alla fine degli anni '40, il Dott. Paul Brand fu il primo chirurgo al mondo ad impiegare la chirurgia ricostruttiva per curare le deformità causate dalla lebbra alle mani e ai piedi. Il movimento può essere ripristinato utilizzando una tecnica di trasferimento muscolare con l'aiuto di un fisioterapista. Dopo l'operazione e dopo alcune settimane con il gesso, al paziente viene insegnato come usare il vecchio muscolo per performare un nuovo compito fino ad arrivare al momento in cui questa tecnica diventa automatica. Il risultato di queste tecniche sono persone che camminano nuovamente senza trascinare i piedi e pazienti che riescono nuovamente ad utilizzare le proprie mani.
La nostra è una organizzazione cristiana, che basa il proprio operato su princìpi biblici. Sono proprio questi valori e princìpi che ci spingono a sopperire alle necessità delle persone affette dalla lebbra. Proprio come fece Gesù. Crediamo che nel servire persone tra le più povere al mondo, stiamo servendo Dio. La nostra primaria responsabilità è verso le necessità di coloro che aiutiamo, indistintamente dalla loro etnia, appartenenza sociale, genere o fede. Prestiamo aiuti pratici ricercando sempre giustizia sociale ed eguaglianza. Cerchiamo di portare il messaggio di Gesù attraverso l'amore e la compassione che riversiamo sulle persone affette dalla lebbra. Nei Paesi in cui operiamo, lavoriamo a stretto contatto con dei partner locali che spesso sono delle comunità cristiane e incoraggiamo loro a prestare servizio verso coloro che sono affetti dalla lebbra. In questi casi offriamo supporto tecnico e pratico. Il beneficio di poter lavorare con comunità locali è quello di poter fare affidamento su persone che conoscono bene il contesto e che possono fungere da supporto anche spirituale per gli individui e le famiglie che richiedono tale aiuto.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce "eradicazione" la situazione in cui "meno di 1 persona su 10.000 dell'intera popolazione assume medicinali contro la lebbra nel mese di Novembre di ogni anno". Meno di una manciata di Nazioni riportano dati al di sopra a questa definizione di "eradicazione" ogni anno. Comunque, secondo l'O.M.S. in India la lebbra è stata "tecnicamente eradicata" anni fa, sebbene vengano diagnosticati ogni anno 150.000 nuovi casi. Le cifre dell'O.M.S., tra l'altro, non tegono conto delle persone che hanno terminato il ciclo di cure, ma che tuttora soffrono a motivo di complicazioni portate dalla lebbra. Storicamente, con uno sviluppo della popolazione che riceve adeguate nutrizione e abitazioni e ha accesso a servizi medici, la lebbra può cominciare a scomparire nell'arco di due o tre generazioni (come nel caso dell'Europa negli ultimi 150 anni e in quello del dopoguerra in Giappone e in Corea del Sud). I trattamenti polichemioterapici hanno ottenuto successi incredibili contro la lebbra. Detto ciò, i medicinali da soli non sono mai stati sufficienti per riuscire ad eradicare completamente alcuna malattia.

DOMANDE GENERICHE - SUPPORTO

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